giovedì 4 maggio 2017

INSOSPETTABILI SOSPETTI - La recensione del film con Michael Caine, Morgan Freeman e Alan Arkin

Zach Braff (J.D. in Scrubs) confeziona un film di notevole valore mettendo assieme tre grandi nomi del cinema: Michael Caine, Morgan Freeman e Alan Arkin.
Il film si intitola Insospettabili sospetti, pessima "traduzione" dell'originale Going in Style, ed è il remake di Vivere alla Grande del 1979. Alla sapiente e misurata regia di Braff si affianca la scrittura di Theodore Melfi, più che elogiato autore de Il diritto di contare.

Insospettabili sospetti mescola commedia, azione e sentimento in un mix inaspettato, raccontando con pochi ma sapienti tratti la vita di tre anziani ex-dipendenti di una acciaieria che, dall'oggi al domani, si trovano privati della loro pensione a causa del trasferimento della fabbrica per cui hanno lavorato per decenni in Vietnam. Venendo a mancare il supporto pensionistico e la conseguente liquidità, uno di loro corre il rischio che la banca gli tolga perfino la casa.
In questo clima di incertezza Joe (Michael Caine), uno dei tre anziani, è testimone di una rapina in banca. Arrivato a realizzare di non aver più nulla da perdere, decide di coinvolgere i suoi due amici Willie e Albert (Morgan Freeman e Alan Arkin) nell'organizzazione di una rapina.


La preparazione della rapina è difficile e non priva di pericoli, ma la determinazione dei tre uomini li guida fino al compimento dell'atto criminale e, sebbene non tutto vada come era stato preventivato, il successo è garantito.


Anche se Insospettabili sospetti è per gran parte un heist movie, trova molto spazio nella narrazione il lato più umano di questi uomini, il rapporto di amicizia che essi hanno tra di loro, il rapporto con la loro famiglia e, principalmente, coi loro nipoti, il tutto affiancato da una presente (ma non pressante) critica sociale nei confronti della spregiudicatezza imprenditoriale, della globalizzazione e della prepotenza delle banche. Infatti l'organizzazione della rapina non è motivata da necessità velleitarie, non è per sentirsi ancora ancora giovani (come nel film originale) che i tre uomini scelgono di commettere un crimine, ma per sopravvivenza, per riappropriarsi di quella pensione di cui sono stati ingiustamente privati


Non aspettatevi un film sboccato o trash. La terza età qui è trattata con rispetto ed eleganza. I tre attempati fuorilegge non si abbandonano a facili battute sull'incontinenza, la flatulenza o al Viagra. C'è dignità, intelligenza, arguzia, ironia e, a tratti, un po' di malinconia.
Insospettabili sospetti è un'opera eccezionale, sia per recitazione che per regia e costruzione della storia e, a impreziosire ulteriormente un lavoro già di pregio, interviene la presenza del grande Christopher Loyd, con diverse apparizioni che illuminano il lato comedy del film.


Da non perdere.

Massimiliano Martini

Al cinema dal 4 maggio.

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