giovedì 11 maggio 2017

SCAPPA - GET OUT, la recensione

Scappa - Get Out è un'opera ibrida tra un film thriller entry level e una blanda satira sociale. Tra una stoccata al più becero razzismo americano e un'ironica beffa al "Trumpismo", il regista Jordan Peele, qui alla sua opera prima, condisce un thriller dai meccanismi elementari, un compitino fatto bene seguendo la traccia sul manuale del perfetto sceneggiatore da salti sulla sedia, ma a regime minimo.


E' indubbio che Peele venga da un mondo televisivo e comico a tratti grottesco, si ritrovano infatti diversi spunti di alleggerimento che contribuiscono a dare al film ancora di più quell'aria da prodotto anomalo, senza una vera e propria identità di genere.

Chris, un Daniel Kaluuya dallo sguardo sempre perplesso, e Rose, una Allison Williams con la faccia da stronzetta sin dalla prima inquadratura, sono fidanzati da cinque mesi.


Lei vuole portare il ragazzo a conoscere i genitori, ma lui nutre qualche perplessità. Mamma e papà sanno che lui è nero? La ragazza lo tranquillizza: la famiglia non è razzista. Tuttavia le situazioni imbarazzanti non mancano, specialmente quando nella sontuosa e isolata villa di famiglia nel bosco arriva inaspettatamente una gran quantità di ospiti... bianchi.

Scappa - Get Out, con una calma quasi esasperante, mette in scena i rapporti interraziali nell'America di oggi. Oltre alla diffidenza dei bianchi, mostra anche quella dei neri. Le insicurezze e i timori di Chris non sono solo quelle del ragazzo nero che entra in una famiglia di bianchi, sono quelle di un'intera comunità di colore che cerca di rapportarsi a un mondo bianco senza uscirne danneggiata.



E poi c'è l'aspetto inquietante del film, quello che vale la pena tacere per non rovinarne la visione, che si svela solo nell'ultima parte della pellicola, ma che viene ampiamente presagito sin da metà della stessa.


A fatica esprimo un parere positivo su Scappa -Get Out. Il suo non essere completamente un horror, un film comico o di satira è sicuramente spiazzante, e uscendo dalla sala si rischia di essere insoddisfatti di ognuno di questi aspetti. Anche perché, in fin dei conti, ci si diverte più di quanto ci si spaventi, e non era quella la premessa per cui ero entrato in sala.

Non lo rivedrei.

Massimiliano Martini

Al cinema dal 18 maggio.

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