lunedì 12 giugno 2017

LA MUMMIA - Recensione

Non propriamente un film d'azione, nemmeno un horror e nemmeno un buddy movie, il nuovo remake di La Mummia si colloca in quella zona grigia dell'universo cinematografico in cui si fa fatica a trovare qualcosa che veramente piaccia in un film.

Potenzialmente primo film (ma molto dipende dall'esito al botteghino) di una lunga serie di reboot sul mondo dei mostri targati Universal, La Mummia paga il fio di essere un origin movie per troppe cose, dedicando così poco tempo alla vera vicenda. Si passa dalle spiegazioni sulle origini egizie della mummia interpretata da Sofia Boutella, a quelle del personaggio principale del film interpretato da Tom Cruise, per poi arrivare alle origini del Prodigium, la società segreta che si occupa di tenere a bada i mostri, e del suo reggente interpretato da Russel Crowe. Il tutto in un eccesso di verbosità ridondante e dialoghi di una banalità disarmante.

Tutto ha inizio in Iraq, dove Nick Morton (Tom Cruise) e la sua spalla Chris Vail (Jake Johnson) sono militari americani incautamente dediti al contrabbando di reperti storici. Le loro gesta portano alla luce un'antica tomba egizia al cui interno è custodita la mummia della regina Ahmanet (Sofia Boutella), imprigionata in una vasca di mercurio liquido. L'intervento delle forze militari e della archeologa Jenny Halsey (Annabelle Wallis) fanno in modo che il sarcofago contente la regina venga trasportato a Londra, dove toccherà al Prodigium del Dottor Jekyll (Russell Crowe) prendersene cura.
Come è giusto che sia, le cose non vanno esattamente come si vorrebbe che andassero e la mummia, liberata dal mercurio liquido, riprende vita e sceglie proprio Nick Morton come suo compagno e ricettacolo per la risurrezione del Dio del Male Seth. Ma anche i piani della risorta regina non vanno come devono, e lo spirito mascalzone ma bonario di Nick Morton riesce a prevalere sulla personalità irosa di Seth, condannando a eterna sconfitta la mummia.

Scritto e diretto da Alex Kurtzman, autore rodato con alcuni film dei Transformers, del recente reboot di Star Trek, con il terribile Cowboys & Aliens e con innumerevoli serie televisive, La Mummia non riesce a delineare un personaggio che convinca davvero. Il gigionesco Tom Cruise, ormai intrappolato nella parte ipercinetica dell'eroe a malapena quarantenne, ripropone, complice una regia pigra e una scrittura stereotipata, movimenti e dinamiche già viste nei vari Mission: Impossible. La compagna d'avventura Annabelle Wallis si limita ad essere l'archeologa dagli occhi spalancati e stupiti, stereotipo di donna da salvare ad ogni costo.


La mummia Sofia Boutella si ritaglia pochissime scene in cui la recitazione è soffocata dalla CGI. Spicca per simpatia la spalla comica del film, il compagno d'arme e contrabbando Jake Johnson che, riguardo alla storia raccontata sullo schermo, non ha motivo d'esistere.


Nota di merito a Russel Crowe, che fa suo il personaggio forse più importante dell'intero film, se non dell'intero nascente Dark Universe, patendo però la sorte di doversi trasformare con troppa fretta in Mr. Hyde senza che ce ne sia veramente bisogno.


Il risultato finale è la riduzione di un classico della cinematografia a uno stereotipato (e in questo caso malandato) cinecomic. Non era forse meglio un bel horror vecchia maniera?

Da vedere se siete fan di Tom Cruise.

Massimiliano Martini

Al cinema dal 8 giugno.

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