giovedì 22 giugno 2017

TRANSFORMERS - L'ULTIMO CAVALIERE, la recensione

Michael Bay ce la mette tutta per uscire di scena col botto e realizza il suo ultimo Transformers (perché dopo, lui dice, non ne dirigerà più) con un intento da megalomane. Completamente girato in IMAX 3D, lunghissimo (oltre 2 ore e mezza), esplosivo e ipercinetico più che mai, Transformers - L'ultimo Cavaliere è un film solo da guardare e non necessariamente da capire. Sì, perché Michael Bay sacrifica decisamente l'impianto narrativo a favore dell'estetica, dell'autocompiacimento nella regia e della fotografia. Guardando il film è impossibile non ricordare le parole di Anthony Hopkins (che nella pellicola interpreta il mentore Sir Edmund Burton) quando, intervistato, aveva onestamente dichiarato di non aver ancora capito di cosa parlasse il film. E a veder il film ci si sente un po' così, confusi e bombardati di tante immagini e idee amalgamate in maniera eccentrica, spesso poco comprensibili.


Tutto inizia in un mondo post-apocalittico devastato dai continui arrivi di robottoni sulla Terra. Che siano Autobot o Decepticon non ha più importanza, la presenza dei Transformer crea caos e distruzione, e per cercare di contenerli e possibilmente annientarli è stata creata una nuova forza militare. L'unico a credere ancora nei Transformer è Cade Yeager (Mark Wahlberg), che si industria nel rintracciarli e li accoglie in un rifugio improvvisato dentro al deposito di un demolitore d'auto.
In tutto questo Optimus Prime non c'è. E' nello spazio alla ricerca del suo creatore.
Ma i Transformer che sono sul nostro pianeta non sono solo quelli che piovono dallo spazio, altri sono con noi da molto tempo, addirittura dai tempi di Re Artù. Ed è proprio da uno di questi che Cade Yeager riceve un antico talismano in grado di cambiare le sorti di un imminente conflitto tra Cybertron, il pianeta d'origine dei robottoni, (proprio il pianeta... che sta arrivando nei cieli della Terra) e gli umani.

Ma questo non è tutto, perché il film è infarcito di molte sottotrame, a volte poco determinanti, ma utili a dipingere alcuni aspetti dell'uno o dell'atro protagonista. Infatti i protagonisti non sono pochi. Passando per il già citato Lord inglese Sir Edmund Burton, interpretato da Anthony Hopkins, custode della storia dei Transformer sulla Terra e chiave narrativa per comprendere i confusionari eventi del film, troviamo la professoressa di Oxford, Vivian Wembley, interpretata da Laura Haddock, sexy e avventurosa erede del medievale Mago Merlino (Stanley Tucci), anch'essa elemento fondamentale per la risoluzione della storia. E c'è anche la giovanissima Izabella (Isabela Moner), tostissima young-adult che sembra messa lì solo per raccogliere l'eredità di Cade Yager (Whalberg ha già dichiarato che non tornerà a recitare in un nuovo film dei Transformers) e per spostare il target a un'età ancora più bassa.


E ci sono i sempre carismatici robot: dalla new-entry Cogman, il robot maggiordomo eccentrico e spesso inopportuno che ricorda lo StarWarsiano C-3PO, al sempre tenero Bumblebee, fino all'inossidabile Megatron, che compare in tutte le pellicole dei Transformers e non muore mai.


Nel suo grande e chiassoso maelstrom Transformers - L'ultimo Cavaliere si configura come il perfetto blockbuster estivo, capace di intrattenere e divertire senza le pretese di essere nemmeno fantascientificamente plausibile. E se pensavate che questo film potesse mettere la parola fine a un ciclo narrativo, dovrete ricredervi, perché in quella che sembra una scena post-credits anticipata all'inizio dei titoli di coda scopriamo che c'è già una storia pronta per il sesto capitolo.


Da rivedere a casa, con calma e il dito sul pulsante PAUSA del telecomando per poter ragionare su ogni scena, perché altrimenti il film non vi dà il tempo di farlo.

Massimiliano Martini

Dal 22 giugno al cinema.

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